La Cattedrale di Aversa sorge al centro della città. La leggenda narra che fu fondata nel 1053, nel luogo in cui si trovava una cappella dedicata a San Paolo (il patrono di Aversa) per commemorare il passaggio dell’apostolo nell’antica contrada.

Dal punto di vista architettonico la cattedrale presenta uno stile medioevale. A causa di alcuni interventi voluti nel settecento da Innico Caracciolo, la facciata ha assunto un rifacimento barocco. A causa del terremoto del 1702, la cattedrale subì alcuni danni, proprio per questo fu incaricato l’architetto Carlo Buratti per il restauro di essa.

La Torre Campanaria della Cattedrale di Aversa, invece, fu costruita nel 1499 quando, a seguito del terremoto del 1457, l’originale campanile, collocato lateralmente alla cupola del duomo, crollò. Esterna al complesso della Chiesa, ad essa collegata solo nel 1733 mediante la realizzazione di un ponte, la torre si sviluppa verticalmente per un’altezza complessiva di circa 45 metri. Unica nel suo genere è la cupola ottagonale, che rappresenta una delle massime testimonianze dell’architettura normanna in Italia. La cupola, che sormonta il duomo, si presenta con un tiburio ottagonale caratterizzato da un doppio ordine di finto loggiato, rifatto nel XIII secolo.

All’interno la chiesa è di pianta a croce latina ed è suddivisa in tre navate. Lungo di esse ritroviamo alcune cappelle: la Sala del Capitolo; la Cappella del Sacramento; la Cappella delle reliquie, la quale si crede che conservi la spina della corona di Cristo che richiama lo stemma dei Carafa. I Carafa, infatti, apportarono molte modifiche all’interno della cattedrale per imporre il loro casato, caratterizzato da uno stile di architettura romana e dal colore bianco.

L’altare maggiore è opera di Luigi Vanvitelli. La decorazione pittorica della volta fu affidata dal vescovo Domenico Zelo all’artista napoletano Camillo Guerra che, tra il 1857 e il 1858, realizzò il ciclo di affreschi raffiguranti gli “Episodi della Vita di San Paolo”, culminanti al centro della volta con la rappresentazione dell’opera “Apoteosi di San Paolo”. A sinistra del presbiterio, inoltre, notiamo la presenza del trono vescovile marmoreo realizzato nel 1493 che in origine era posto a poca distanza dall’altare.

Particolare è il deambulatorio, oggi unico elemento rimasto medievale, poiché la chiesa ha subito numerosi rifacimenti settecenteschi. Esso è composto da cinque cappelle radiali, di cui oggi ne restano solo tre, dal momento che una è stata abbattuta per far posto allo scalone del seminario vescovile e un’altra è stata murata per far posto al nuovo altare maggiore.

Molto importante è anche il Tempietto di Loreto, eretto nel 1630 e collocato nel transetto sinistro, rappresenta la perfetta ricostruzione in scala del tempio della casa di Maria di Nazareth che, durante l’occupazione della Terra Santa, fu trasportata dagli Angeli fino a Loreto.

Proseguendo oltre il tempietto, seguono cinque piccole cappelle: la Cappella del Sacramento, contenente il monumento funebre del vescovo Caracciolo del 1738; una seconda Cappella con opere di Paolo de Majo dedicate alla passione di Cristo, ovvero “Andata al Calvario” e “Cristo nell’orto”; la terza Cappella ospita l’”Apparizione della Madonna di Loreto”, del 1717, di Nicola Mercurio; una “Santissima Trinità con San Ranieri” e “Episodi della vita di San Ranieri” di Aniello Rossi; la quarta Cappella raffigura o “Sposalizio della Vergine” sull’altare e, ai lati, “la Fuga in Egitto” e “Dubbio di San Giuseppe”; la quinta Cappella ospita la “Predica di Santa Caterina d’Alessandria” e il “Matrimonio di Santa Caterina” del 1710-12, due tele di Paolo de Matteis.

Infine, la struttura presenta il Fonte Battesimale, il quale non è sempre stato nel punto in cui si trova oggi, ma fu spostato per volere del Vescovo Pietro Orsini verso la fine del ‘500 che lo fece emergere da un luogo più basso e nascosto in cui si trovava prima, in un altro più luminoso, all’interno della chiesa stessa. Egli lo rivestì completamente di struttura marmorea policroma, dalle fondamenta, abbellendolo con immagini sacre scolpite nel marmo.