Non è facile raccontare in poche righe chi è stato Domenico Cimarosa, compositore aversano tra i più affermati sulla scena musicale della seconda metà del XVIII secolo. Figlio di una tradizione, quella napoletana, che proprio dall’epoca barocca vide affermarsi in ambito prima nazionale poi europeo. Il suo ruolo nello sviluppo dell’opera buffa gli ha consentito di esibirsi al cospetto dei grandi sovrani del tempo. Il suo “curriculum” vanta numerose composizioni musicali di vario tipo e 99 opere liriche, delle quali la più celebre è Il matrimonio segreto del 1792.

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Nato ad Aversa il 17 dicembre del 1749 nel centro storico, nelle vicinanze della chiesa della SS. Trinità, sin da piccolo poté vivere le strade della sua città, sormontate dalle cupole e dai campanili di quei luoghi dello spirito nei quali proprio la musica ricopriva un ruolo centrale nel rito. Suo padre, Gennaro Cimarosa, era un operaio che lavorava in uno dei tanti cantieri aperti alla metà del secolo in città e morì in un incidente sul lavoro quando Domenico aveva solo quattro anni. Sua madre, Anna di Francesco, era lavandaia presso il convento di San Severo fuori le mura, umile mestiere che le permetteva di mandare avanti la famiglia.

È proprio presso il convento che Domenico ricevette i primi rudimenti musicali dall’organista, padre Polcano. Dimostrò di avere un grande talento e nel 1761 fu ammesso al Conservatorio di Santa Maria di Loreto, dove rimase undici anni, ricevendo lezioni dai più importanti musicisti del suo tempo. Divenne un abile violinista, clavicembalista e organista, nonché talentuoso cantante. Egli aveva un carattere mite ed era studioso e diligente. Durante il periodo trascorso presso la già citata scuola compose alcuni mottetti e messe.

ARTICOLO COMPLETO SU CIMAROSA

Di seguito il Docufilm Cimarosa il primo dopo 220 anni circa dalla morte del Maestro. Regia a cura di Raffaele Letizia

Teatro Cimarosa

Il teatro Domenico Cimarosa venne innalzato nel 1889, interamente in legno, situato nell’attuale piazza Principe Amedeo. Nel 1924 l’onorevole Giuseppe Romano riuscì nell’intento di far costruire una struttura in tufo e cemento armato nell’attuale sede. Oggi è di proprietà della famiglia Virgilio.

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La facciata, in stile tardo liberty, presenta due ordini di finestre, di cui il superiore ad arco moresco (più comunemente noto come ferro di cavallo). Incorniciato da questi abbiamo un bassorilievo simile al monumento intitolato a Domenico Cimarosa, posto nella piazza antistante la stazione ferroviaria di Francesco Jerace, con stemmi e simboli musicali. La cupola circolare è affrescata da Arnaldo De Lisio negli anni ‘20 con allegorie inneggianti gli insigni musicisti aversani, Domenico Cimarosa, Niccolò Jommelli e decorazioni di Antonio Giametta.  Dal 1927 sino agli anni ’70 venne gestito da Emilia Della Valle, madre dell’attuale proprietario. Negli anni ‘70 e ‘80 ci fu un periodo di decadenza, ma successivamente venne acquisito da Renato Virgilio che lo ha riportato agli antichi splendori. La struttura contiene al suo interno 350/400 posti e funge anche da cinema, offre rappresentazioni teatrali e musicali, convegni politici e iniziative socio culturali.