Dove oggi sorge la chiesa, ormai chiusa ai fedeli, nel XV secolo sorgeva un conservatorio, dedito alla cura delle anime pie. Tale struttura, posta appena fuori la cerchia muraria, venne ampliata una prima volta nel 1604, per subire poi massicci interventi tra il 1746 e il 1764.
Il nucleo principale del convento è costituito da un giardino rettangolare. Esso si trova a destra del doppio porticato ed è circondato sugli altri tre lati da un porticato con archi a tutto sesto tompagnati. A questo giardino si accedeva direttamente da via del Castello mediante il portone Carrese. A nord di questo giardino vi è un cortile rustico al quale si accede, mediante un portone, anche dal vico Cappuccinelle; da questo cortile una scala conduce al piano superiore adibito ad abitazione delle suore. Qui, in corrispondenza di archi a tutto sesto del porticato intorno al giardino, si affacciano le finestre circondate da cornici barocche in stucco. Più su vi sono granili (i locali in cui veniva conservato il grano).
La facciata della chiesa è barocca, l’ingresso è posto ad est. All’interno presenta una navata unica con tre altari sulla parete di destra e altrettanti su quella di sinistra, ad oggi tristemente smontati. Tra un altare e l’altro vi è una lesena con capitello composito. Al di sopra degli altari corre un cornicione, che sporge in corrispondenza dei capitelli delle lesene e si inarca al di sopra degli altari. Sul fondo, oltre l’arco trionfale, vi è l’altare maggiore, in un’abside rettangolare sulla quale è impostata la cupola ellittica alla cui sommità si apre un oculo che ha la funzione di illuminare l’altare maggiore.
Sull’ingresso, in posizione frontale all’altare c’è un organo anch’esso di stile barocco, a testimonianza del ruolo centrale della musica durante il rito che proprio negli anni successivi al Concilio di Trento diviene una spettacolare “messa in scena” alla quale collaborano tutte le arti.
Il soffitto, restaurato nel 1961 è di legno dipinto, con al centro un quadro raffigurante la Madonna portata in cielo dagli angeli. In alto, sempre nello spazio dell’abside, vi sono tre grate in legno indorato che corrispondono al coro superiore, attraverso le quali le suore potevano assistere alla funzione religiosa senza essere viste dato il loro voto di clausura.
Le ultime suore hanno lasciato il monastero qualche anno fa, lasciando di fatto abbandonato l’immenso monastero che potrebbe trasformarsi un’immensa risorsa per la città dato il credito lasciato dalla storia.