Fra le più antiche parrocchie cittadine, risalente al primo periodo normanno, dell’originale struttura di San Nicola rimane oggi ben poco: quasi del tutto sovrascritta dai lavori di ricostruzione voluti da Carlo II d’Angiò verso la fine del ‘200, con essi acquistò il suo aspetto gotico.

La facciata presenta tre portali sormontati da una finestra ciascuno e scanditi da lesene su cui poggiano archi ciechi. Ritroviamo la triparzione anche nella struttura interna, priva di transetto.

Ciò che rende particolare questa chiesa è che essa internamente è contesa da due stili: il più antico gotico nella parte anteriore ed i rimaneggiamenti barocchi in quella posteriore. L’area gotica è caratterizzata da due campate coperte da volte a crociera sorrette da pilastri cruciformi in tufo privi di capitelli; le volte sono chiuse al centro da due chiavi di volta scolpite. La zona barocca invece presenta arcate a tutto sesto poggianti su pilasti con finti capitelli e tre finistre per lato. In questo tratto la navata centrale è coperta da un soffitto ligneo affrescato.

Nelle navate laterali, coperte da volte a crociera, sono presenti cinque altari ciascuna.

Il presbiterio è leggermente sopraelvato, separato dalla navata centrale da un arco trionfale e su di esso s’innesta una cupola sorretta da quattro archi a tutto sesto.

Sulla parete di fondo sono state riportate alla luce una monofora e due finestre trilobate.